Di seguito il testo integrale dellintervento del sindaco Demetrio Arena al convegno che è seguito allintitolazione di una via della città a monsignor Italo Calabrò: Ci sono persone destinate a lasciare segni importanti ed a essere ricordati dopo la loro scomparsa. Nella città poco propensa ad esaltare i suoi figli siano essi personaggi di spicco, nella politica, nellarte, nella cultura, confermando il detto latino Nemo propheta in patria, fa eccezione un uomo di chiesa, un umile parroco. Stiamo parlando di don Italo Calabrò, indimenticabile vicario vescovile che fino allultimo, prima di essere stroncato dal male, non volle abbandonare il suo piccolo gregge danime nel paesino sulla collina. Il suo nome resta legato ad innumerevoli iniziative caritatevoli, a favore dei giovani e dei più deboli, degli ammalati e dei carcerati. Don Italo pose al centro della sua azione pastorale fare il bene non come dovere, ma interpretando i principi evangelici con schiettezza e semplicità. Recentemente a don Calabrò è stato dedicato un volume rievocativo della sua esistenza, che ne tratteggia la figura senza eccessive sbavature, ma illustrandone i lati davvero magici che lo accompagnarono nellesercizio del ministero sacerdotale. Don Italo fu per anni punto di riferimento per generazioni di reggini, guida sagace per i giovani che si raccolsero attorno al movimento Agape da lui fondato, ma fu anche impegnato nel sociale senza risparmio di energie, la sua porta era sempre aperta, non cera amministratore, di qualsiasi ideologia, che non gli chiedesse consiglio. Quando la città, per anni, insanguinata da una feroce guerra di mafia, attraversò uno dei momenti più buoi della sua storia, non esitò a mettersi in mezzo tra le famiglie contendenti, convincendo le donne ad assistere ad una indimenticabile funzione in Cattedrale, luna accanto allaltra, anche se i loro mariti, i loro congiunti avevano sparso sangue e terrore, tanta gente era morta per nulla. Qualcuno ha timore anche di sussurrarlo, ma è chiaro che chi lo ha conosciuto, e non solo quelli che hanno avuto questo privilegio, auspica una decisione delle autorità ecclesiastiche, per accertare se ricorrano le condizioni per lavvio del processo di beatificazione. Lungi da noi precorrere i tempi, inducendo a frettolose anticipazioni, forse anche dannose, ma conserviamo nel cuore una speranza che potrebbe tramutarsi in realtà. Don Italo non sarà dimenticato, la sua luce ancora risplende sulla città e sui suoi figli che tanto amò.
(ECO)
Ufficio Stampa - Comune di Reggio Calabria
16.06.11




